Vi siete mai chiesti come erano nelle leggende originarie le creature che popolano i mondi Fantasy

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Come erano originariamente Orchi Coboldi Goblin Elfi ecc //human// ...
ecco alcune risposte...
P.s. sono in ordine alfabetico
BansheeLa banshee è una creatura leggendaria dei miti irlandesi. Fa parte del piccolo popolo ed è uno spirito che spesso viene classificato tra quelli maligni, anche se in realtà nelle antiche leggende viene descritto semplicemente come uno spirito femminile che si aggira attorno a paludi e fiumi, nelle sorgenti o nelle colline d'Irlanda. Il termine Banshee deriva infatti da Bean si che significa "donna delle colline". Il suo aspetto si identifica più che altro negli occhi sempre arrossati per via delle lacrime, che versa sulle tombe di coloro che amava.
Si dice che quando muore un membro di una qualche famiglia importante, la banshee che protegge la famiglia pianga e si disperi, rilasciando il suo terribile grido di dolore per le valli Irlandesi. A volte però le grida sono di vittoria, quando quella che ha subito la perdita è una famiglia nemica.
Le banshee non si mostrano mai agli esseri umani, con l'eccezione di coloro che sono prossimi alla morte e a cui giunge tale presagio. È probabilmente questa la ragione per cui dopo l'VIII secolo vengono classificate tra gli esseri malvagi.
La banshee più famosa si chiamava Aibhill e proteggeva gli O'Brien. Stando alla leggenda, nel 1014 il re Brian Boru si gettò nella battaglia di Clontarf pur sapendo di andare incontro a morte certa, dal momento che la notte precedente Aibhill gli era apparsa mentre lavava i panni dei soldati finché l'acqua non si tingeva completamente del colore vermiglio del sangue.
CiclopeNe ritroviamo il mito in molti testi della letteratura greca. Secondo Esiodo, Bronte, Sterope e Arge, i ciclopi sono figli di Urano e Gea. Erano creature prodigiose, alti conoscitori dell'arte della lavorazione del ferro. La loro attività era fabbricare i fulmini di Zeus. Nella mitologia romana i Ciclopi erano gli aiutanti di Efesto (o Vulcano).
CoboldoNel folclore tedesco, il coboldo è un folletto malvagio. La parola deriva dal tedesco kobalt o kobold che significa appunto "spirito malvagio". Nelle traduzioni, spesso il termine coboldo viene tradotto (o viene usato per tradurre) nomi di altre creature grosso modo equivalenti tratti da altre tradizioni folcloristiche, per esempio elfo, goblin o leprechaun.
La versione più comune del coboldo, nota in tedesco come Heinzelmännchen, appare tra l'altro nelle fiabe dei fratelli Grimm. Si tratta di una sorta di elfo domestico che si occupa delle faccende di casa ma spesso in modo dispettoso. Un esempio particolare di questo genere di coboldo è un personaggio noto con nome di Hinzelmann, e che costituisce la versione tedesca dell'anglosassone Robin Goodfellow.
Un altro tipo di coboldo, più simile agli gnomi, infesta le miniere e altri luoghi sotterranei, spesso ostacolando il lavoro dei minatori. È dal riferimento a questo mito che prende nome il cobalto, un metallo noto per essere velonoso e per inquinare altri elementi
Il mito del coboldo è associato a una tradizione tribale germanica, di natura propiziatoria, che consisteva nel tenere un bambino appena nato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Nella notte del suo quinto compleanno, il bambino veniva portato in superficie e trafitto con due lame (una di bronzo e una d'acciaio). Il corpo veniva bruciato, e dai resti si ricavava un feticcio. I coboldi nascono dai resti di questa vittima sacrificale; la loro malvagità è legata quindi al risentimento per le crudeltà subite.
DriadeLe driadi (o amadriadi) sono figure della mitologia greca, erano le ninfe dei boschi, o di una porzione del sottobosco o di un albero i particolare.
All'inizio erano proprie delle querce (dryas = quercia), ma divennero l'incarnazione della forza e del rigoglio vegetativo dei boschi.
Alcune leggende differenziano le driadi dalle amadriadi. L'amadriade era più legata ad un albero ritenuto sacro, nasceva, viveva e moriva con esso. La driade era invece immortale e rappresentava l'insieme del bosco, poteva muoversi liberamente ed unirsi con i comuni mortali.
Venivano rappresentate come donne giovani e belle, con la parte inferiore del decorato a forma di arabesco, ad imitazione di un tronco d'albero.
ElementariUn elementale (elementare, nell'accezione comune) è una creatura mitologica costituita da uno solo dei quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco) che anticamente erano considerati i componenti con i quali è costituito l'universo.
Ogni spirito Elementale ha un suo simbolo, ha un suo punto cardinale di invocazione, un proprio Angelo, Arcangelo e Governante, ha il proprio Re ed un proprio colore particolare a quel Elemento. Ogni elemento deve avere il rispetto dell'uomo, non solo perché ogni elemento vive prima della creazione di qualsiasi cosa, essi sono stati creati da colui che ha creato il tutto. Gli Spiriti Elementali sono a Guardia della loro porta o mondo di entrata, propria dell'elemento che vigilano. Putroppo la loro influenza, non è molto influente come gli albori del tempo, perché non sono più venerati o pregati, ognuno se Invocato può dare poteri relativi a quel elemento. Il rispetto, l'armonia in se stessi e verso la natura, la sensibilita', il particolare luogo dove si svolge l'evocazione o la preghiera, ma soprattutto la persona deve essere pura dentro di se'.!!. Prima di Permettersi solamente di invocarlo o pregarlo. Pena tremende cose...
ElfiIl nome elfo (probabilmente dal norreno alf[a]r) indica uno spirito genio della mitologia norrena e non solo. Gli elfi sono simboli delle forze dell'aria, del fuoco, della terra e dei fenomeni atmosferici in generale.
Essi sono spiriti simili agli umani, alti e magri ma forti e velocissimi, volto pulito, sereno, orecchie leggermente a punta. Sono descritti con una una grande grande vista e udito molto sensibile. Non hanno barba, hanno occhi che penetrano la persona fino a conoscere i pensieri, si dice che siano dotati di telepatia.
Hanno voce splendida e chiara. Sono intelligenti ed armoniosi, con grande rispetto per i 4 elementi e per la natura.
Talvolta alcuni possono essere capricciosi e talvolta benevoli con l'uomo che li rispetta, possono donare oggetti magici a coloro che sono puri di cuore e spirito e che desiderano aiutare. Sanno forgiare spade e metalli, fino alla conoscenza della magia. Le loro compagne, al contrario, sono esseri graziosi. In origine pare che gli elfi siano stati concepiti come anime di defunti, poi furono venerati anche come potenze che favorivano la fecondità. Di qui la distinzione, nella mitologia norrena, fra Døkkálfar, "elfi delle tenebre", e Liósálfar, "elfi della luce".
Essi riescono a camminare senza lasciare tracce, immuni alle malattie, resistono alle temperature estreme. Gli elfi hanno vita lunga invecchiando senza che la loro bellezza venga intaccata dal tempo.
Molteplici sono le leggende legate a questa figura mitologica alcune delle quali parlano delle cattiverie che essi compiono nei confronti degli uomini, dei rapimenti dei bambini umani. Gli elfi hanno una forte gerarchia al capo della quale stanno le regine e i re delle colline delle fate, riconoscibili perché spesso ricoperte da un fresco manto di biancospini. Shakespeare nelle sue plays ha parlato molto spesso degli elfi come nella commedia A Midsummer night dream.
FollettoIl termine folletto, così come l'espressione piccolo popolo o spiritello (per esempio spiritello dei boschi), si riferisce a minuscole creature magiche del folklore, specialmente del nord Europa. Il Folletto (diminutivo e vezzeggiativo di folle) è un personaggio fantastico della tradizione popolare che vive nelle fiabe e nelle leggende. È identificato solitamente come uno gnomo, un ometto molto piccolo, con un caratteristico cappellino e una mantellina di colore rosso. Abita in tane nei boschi di conifere esce quasi sempre solo di notte per divertirsi a fare dispetti alle bestie delle stalle e a scompigliare i capelli delle belle donne, a disordinare gli utensili agricoli e gli oggetti delle case e a molestare le persone povere di spirito.