Rox
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« Risposta #1 inserito:: Settembre 23, 2007, 11:35:50 » |
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Primo giorno di Settembre – Anno 147 Regione sud occidentale di Elinor, presso i confini di Orrun.
Questa sarà l'ultima pagina del mio diario... Non so neanche se avrò la forza di riempirla per intero, ma fin quando riuscirò a tenere gli occhi aperti e stringere questa piuma, continuerò a scrivere. Non so se qualcuno lo troverà mai, o se cadendo nel fango - questo fango scuro, fatto di terra, acqua e sangue - diverrà illeggibile, ma è mio dovere commentare fino alla fine le atrocità che ho visto in questa guerra.
Vi racconterò di questa guerra, un'ultima volta, ma stavolta vi racconterò la guerra vera... perché quella raccontata nelle gesta degli eroi non lo è mai. Noi bardi e cantori vi abbiamo sempre mentito, perché la guerra, quella vera, è sudicia è meschina, non è fatta di eroi in armature lucenti che si fanno strada a viso aperto tra le fila dei nemici. Nella guerra vera si striscia nel fango, con le mani incrostate di sporco, e in bocca il sapore di terra e sangue. In guerra devi guardarti le spalle, perché sai che da là arriverà il nemico. Nelle leggende e nei romanzi, nessuno ti racconta mai che alla morte di un uomo i muscoli perdono la forza, l'intestino si rilassa... e quando un corpo cade a terra senza vita spesso si sporca dei suoi stessi liquami.
Però è così che ho visto morire i miei compagni. Tutti dal primo all'ultimo, ed è così che morirò anche io, tra poco... ai margini di questa foresta, immensa e bellissima... anche adesso che le fiamme la divorano. Il sole morente all'orizzonte mescola il suo color cremisi al rosso del sangue e al bagliore delle fiamme... e non posso esimermi dal pensare che è uno spettacolo magnificente. Specialmente dopo tutto il dolore, dopo tutte le urla, dopo tutto il fragore della battaglia. Poche ore fa questo luogo era pieno di vita. Una vita accesa e bruciante, in disperata difesa di quest'ultimo lembo di terra, centinaia di elfi, di umani, di nani ed altre creature, a combattere come fratelli contro un abominevole mostro e le sue schiere. Per ore abbiamo combattuto, facendo pagare al nemico ogni centimetro di questo sacro suolo... dove adesso regna solo il silenzio e il distante crepitio della foresta in fiamme.
Anche la mia lira giace, spezzata e muta, poco lontano da me. Si è sacrificata per attutire quell'ultimo colpo di ascia, per lenire quest'ultima ferita da cui lento e caldo geme il mio stesso sangue. Questo tepore che pian piano mi inzuppa i vestiti mi rammenta dell'ultima notte passata davanti a un camino, a concertare disperati piani volti non alla vittoria... ma studiati soltanto per concedere alle persone care il tempo di fuggire: i nostri bambini, le nostre mogli e i saggi anziani... Affronterei la morte ridendo, se qualcuno adesso mi dicesse "Sono salvi. Chiudi gli occhi e riposa, Jeren... sono salvi. Lytania e Alian non li useranno come cavie per i loro esperimenti, nessun rettile schifoso si ciberà delle carni, e nessuno degli altri generali li farà morire schiavi in qualche buia miniera... ora chiudi gli occhi e riposa, Jeren..."
Mi basterebbe, per sentire meno il freddo che sale dagli arti inferiori. Sarà il cuore che non ha più la forza di spingere il sangue, o è questo buio che avanza, ora che il sole è tramontato? Ho freddo, e sono stanco. Adesso chiudo gli occhi un minuto, mi riposo solo un istante appoggiato a questo masso, poi riprendo a scrivere... sì... Solo un minuto di riposo per Jeren...
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