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Autore Discussione: Lettere dal Fronte  (Letto 351 volte)
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Eltar
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Vento alle Vele!


« inserito:: Ottobre 17, 2007, 12:01:08 »

E' una mattina nebbiosa quando, all'accampamento della resistenza, giunge un messaggero che cerca della Compagnia. Con sè ha una lettera, scritta con una calligrafia semplice ma precisa.

"Non ho avuto molto tempo per salutare… e in parte ho preferito non farlo.
Non sapere se dare un addio o un arrivederci è terribile...
La resistenza ha deciso di riconquistare e difendere Kirandor, la mia città natale. E io sono partito per unirmi a loro. Mi dispiace lasciare la Compagnia in questo momento, ma è necessario.
Conosco bene i dintorni della città e non mi sarà difficile trovare una strada sicura perché le nostre forze possano raggiungere la rocca ed insediarvici. Credo che le mie conoscenze della zona potranno tornare utili…

Mentre scrivo stiamo già marciando là con un manipoli di uomini della Resistenza e con una piccola forza di Draconiani. Finalmente avrò l’occasione di combattere al loro fianco.
Guardarli mi dà una fresca sensazione di speranza…
Marciano…
Le loro armi esotiche risplendono sotto il tenue Sole di Raptek, la mia terra che da così tanto tempo non vedevo. Le loro scaglie color cobalto li fanno apparire come un fiume che scorre su una terra secca, su un antico letto, portando un’ondata improvvisa di speranza per i germogli che faticano a crescere nei dintorni…
Ed è ciò che gli uomini che marciano accanto a loro paiono ricevere: speranza.
Speranza che la nostra marcia non sia il presagio di una distruzione, non sia solo un nuovo, inutile sacrificio all’altare della Guerra… ma che sia l’inizio di una nuova partenza, di una rinascita.
Tutti noi sappiamo che probabilmente non ritorneremo indietro. Tutti noi sappiamo che in ogni momento potremmo cadere sul campo e non rivedere mai più i nostri cari, i nostri amici…
Ma ciononostante marciamo, Draconiani e Umani insieme, verso quello che sarà il nostro destino, qualunque questo si riveli essere. Nel nostro cuore non si fa strada la paura… ma la determinazione.

Ho incontrato nuovamente il Paladino Draconiano che conoscemmo durante la nostra missione per il suo popolo. Sono felice di potermi trovare al suo fianco nelle battaglie che seguiranno il nostro arrivo a Kirandor e spero che anche lui un giorno possa esserlo nel trovarsi al mio.
La cosa che più mi colpisce di questi guerrieri è che marciano con la nostra stessa veemenza, con la stessa luce di convinzione negli occhi che si può leggere nello sguardo di ciascuno degli umani che compone il manipolo inviato alla città… anche se nessuno di loro ha mai nemmeno visto il cielo che adesso hanno sopra il loro capo. Anche se queste non sono le loro terre… anche se il sangue che viene versato adesso non è quello delle loro famiglie, loro marciano con noi.
Marciano verso il nostro stesso destino pur non condividendo niente…

Dopo aver conosciuto il loro popolo ero rimasto deluso dai possenti Draconiani. Ma approfondendo questa conoscenza e venendo a contatto con la loro cultura, con il grande senso di corpo e dell’Onore che i guerrieri della loro razza condividono, mi sono ricreduto sempre più.
Ora li guardo e sorrido pensando che siano dalla nostra parte… e che l’Impero dovrà impegnarsi molto per superare le loro linee di difesa.

Scriverò ogni volta che mi sarà possibile per mettervi al corrente di ciò che accade qua… e per mantenere quella sanità mentale che in guerra troppe volte è facile perdere.
Non credo serva dire che spero di rivedervi tutti quanti e presto e che vi auguro ogni fortuna per le vostre missioni per la resistenza… che gli Dei in cui credete vi proteggano.
La marcia riprende, adesso.
Kirandor ci attende.

A presto,
Eltar Dragonfly"
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Eltar
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Vento alle Vele!


« Risposta #1 inserito:: Ottobre 30, 2007, 01:38:51 »

È passato già qualche tempo dalla prima lettera. Siete da non molto tornati dalla missione che vi ha visto scontrarvi con le forze di Non-Morti di Kendra quando una missiva vi viene recapitata da un soldato della Resistenza. Dalla data impressa sopra capite che è stata spedita già da qualche settimana: le lettere viaggiano con più lentezza delle voci…

“Siamo giunti finalmente a Kirandor…
Da quanto tempo non vedevo la mia città. E vederla così mi stringe il cuore con una forza immensa. Adesso si trova solo ad un giorno di cammino… non vedo l’ora di poter riattraversare i suoi cancelli.
Abbiamo marciato per quasi una settimana, attraversando le foreste vicine e aspettandoci in ogni momento di venire attaccati dalle forze imperiali, ma sembra che l’esercito di Falagarn intorno alla Rocca sia meno presente di quanto ci aspettavamo: sembra che le difese Imperiali siano più deboli in questa zona.
Non è stato molto difficile raggiungere i dintorni della città seguendo i sentieri meno battuti. Non credevo nemmeno io di ricordare così bene ogni angolo di questi boschi…
Per tutto il viaggio sono stato in testa alla colonna… era da tempo che non mi sentivo così preoccupato: ogni albero, ogni cespuglio mi pareva poter nascondere una minaccia. Sentivo dentro di me che c’era qualcosa in agguato… come se qualcosa mi stesse inseguendo.
Adesso mi ritrovo a guardare il cielo notturno illuminato dalla Luna Piena… e inizio a capire che cos’è che mi sta inquietando. I suoni e i colori della notte sono così vividi… il sangue scorre più veloce… il pensiero di dover combattere mi eccita…
Rimango un po’ in disparte dagli altri. Devo rimanere cosciente e rilassato.

I Draconiani stanno fremendo. Vorrebbero continuare la marcia per la città anche adesso… le loro lame non aspettano altro che essere bagnate dal sangue dei nostri nemici e i loro occhi lanciano lampi d’impazienza che sono difficili da trattenere. Ma la loro disciplina mi rincuora: non faranno sciocchezze e attenderanno il momento opportuno.
Per il momento pianifichiamo di lanciare il nostro attacco domani notte, al calare delle tenebre, ma i comandanti stanno ancora discutendo sulla migliore linea di azione.
Spero con tutto il cuore che sia presto… e che la Notte non sia per me più un problema che altro.

In tutto questo, però, non riesco a togliermi dalla testa il timore che sia tutta una trappola…
Le forze di Falagarn ridotte… la città apparentemente indifesa…
Sembra tutto troppo facile.
Eppure so che non riuscirò con i miei timori a fermare i nostri alleati dalla pelle a scaglie. Il Paladino con cui ho intessuto una certa amicizia in questo periodo mi ha detto che se quella sarà davvero una trappola i Draconiani dimostreranno ai codardi di Falagarn quanto possano odiare i sotterfugi… e conoscendo i guerrieri che lo accompagnano, non posso che credere che una trappola simile si rivelerà essere tale soprattutto per chi tenterà di farla scattare.

I Comandanti mi stanno chiamando. È giunto il momento di decidere la nostra linea d’azione.
Spero che il messaggero arrivi in fretta e che stiate tutti bene.
Adesso guardo le mie spade, appoggiate ad un albero… la loro lama lucida, forgiata dai Draconiani sarà tale per poco ancora.
Dentro di me sento che potrei non sopravvivere alla mia stessa città… ma non ho paura.
Vittoria o Morte, dicono i Draconiani.
Nessuno di noi, pelle a scaglie o meno, ha intenzione di soddisfarsi di qualcosa di meno…

Spero di poter scrivere nuovamente presto.
Yshlar Ulieth
***buona fortuna in elfico***,
Eltar Dragonfly"
« Ultima modifica: Ottobre 30, 2007, 03:02:36 da Eltar » Segnala al moderatore   Registrato

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