Jean Luke
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Josè Moutrinho
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« inserito:: Giugno 22, 2009, 03:32:21 » |
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Prologo cronaca VI: Voci Silenziose
L'aria di mare, impregnata di salsedine, sferzava i visi degli avventurieri che si trovavano sul ponte della nave. Il sole era alto nel cielo privo di nuvole, facendo capire che mancava poco al mezzodì. Da sottocoperta proveniva profumo di carne cucinata, mentre qualcuno cantava allegramente. Improvvisamente, un grido scosse l'aria: “Terra! TERRA!”
Velocemente, la nave si riempì di agitazione. Molti si accalcavano alle balaustre per cercare di vedere, qualcuno si arrampicava sull'albero per avere una migliore visuale. I marinai cominciarono i preparativi per l'attracco. Quando la nave fu vicina alla costa, gli avventurieri poterono riconoscere i tratti frastagliati del continente di Falagarn, ed il porto da cui alcuni mesi prima erano salpati alla volta dell'isola.
Due rapidi navi salparono dal porto, affiancandosi velocemente alla barca. Alle loro domande, un marinaio rispose prontamente, e le due imbarcazioni, dopo aver identificato i passeggeri della nave, si disposero per accompagnare in porto il vascello proveniente dall'isola e da un passato che adesso non c'è più.
A bordo, qualcuno mormorò “Bello essere di nuovo a casa....”
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The only easy day was yesterday
Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca, per inchinarsi a un cristo di legno. Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno. Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell'altare vuoto. Adoratevi l'un l'altro. (Stefano Benni)
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