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Rise and rise again, until the lambs became lions
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« inserito:: Aprile 03, 2006, 02:12:09 » |
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La nave riprende il largo, lasciandosi alle spalle la misteriosa isola e la sua triste storia. Il tramonto colora di rosso le acque mentre il sole prosegue il suo lento viaggio oltre l'orizzonte. Un'altra giornata è finita e la missione prosegue. La Compagnia si riposa a bordo della nave, ognuno immerso nei propri pensieri...
Sparviero osservava il tramonto dal parapetto della nave. Il mare scorreva rapido sotto di lui, mentre il povero Paduick manovrava l'imbarcazione. Mille pensieri affollavano la mente dello stregone, tanti e tutti diversi. Osservò il povero capitano. il suo volto era duro, indecifrabile, ma il mago capiva che stava soffrendo in maniera indicibile. Era giusto ciò che avevano fatto? Lui pensava di sì... ma la trsitezza di tutta la situazione era calata su di lui come una pesante cappa. Voltò lo sguardo e vide Xanatos, intento ad affilare il suo coltello, come sempre. Ripensò alle sue parole, ed alla sua stretta di mano. Che strana sensazione... eppure sperava davvero che potessero magari forse non essere amici, ma almeno alleati di cui potersi fidare. Ed infine si voltò a guardare Virian. La giovane come sempre non era molto distante da lui ed osservava il mare con aria triste. Quello che le aveva detto... Sentiva altro sangue sulle sue mani, eppure lei lo aveva compreso molto più a fondo di tanti altri... Lo aveva capito, e sapeva molto più di quanto lui le avesse detto. Chi era? Perchè? Quante domande... Lo stergone scosse il capo. Il tempo della verità era quasi giunto. non poteva cntinuare a nascondersi. Presto avrebbe rivelato la sua storia a chi doveva sentirla. Agli eredi del dolore che lui aveva portato nel mondo. Sospirò. Il mare... Non aveva quasi mai visto il mare. Era molto bello.
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"E' un eroe, è un eroe, dal cuore guerriero, Ascoltate, ascoltate, è il Sangue di Drago, Il suono della voce lo rende un Nord fiero. Udite,udite è il Sangue di Drago, Dei nemici di Skyrim il fato è segnato, Arriva, arriva il sangue di Drago..."
Padre Jon Iladar, sacerdote brontolone di Tarmant Drago Bianco (prossimamente su Le Lune di Raptek)
Ser Logan Longstride Forteacciaio, cavaliere di Gisarmia, membro della Legio Invicta, lord comandante dell'Ambasciata Forteacciaio, il Drago del Nord (Crepuscolo degli Dei)
Rahu Cuorepuro Non-Più-Rinnegato, Prescelto di Eris, Dio della Selva, colui che ha brandito Lama delle Selva, esploratore al servizio della Duplice Corte di Arborea, sopravvissuto alla Guerra delle Reliquie (Le Lande Grv)
Gabriele Cavalieri, investigatore privato di Firenze e riluttante viaggiatore del tempo (In Tenebrae Noctis)
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Raivak
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« Risposta #1 inserito:: Aprile 03, 2006, 02:26:27 » |
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***Raivak osserva il mare poggiando le braccia sulla balaustra della nave. Il capitano ha ormai ripreso la rotta nonostante tutto ciò che è successo. Osservando il sole che tramonta e scompare dietro l'enorme specchio d'acqua il passato sbuca dal presente e torna alla memoria. Tuttavia, anche se un tempole cose non erano andate bene, adesso uno strano senso di calore riscaldava l'animo del paladino. Alla fine il suo passato non era poi così tragico come poteva avere qualcun'altro nella compagnia...così almeno aveva potuto intuire. In molti si portavano dietro il fardello degli anni precedenti, altrimenti non sarebbero stati con lui a rischiare tutto per una tenue speranza. Dopo osserva Sparviero, Miroslaw, Serj, Galadriel, Girling e gli altri, di nuovo quela sensazione di calore, chissà cosa poteva essere, non la aveva mai provata.....Dopo si muove verso Sparviero e lentamente appoggia la mano sulla spalla del mago*** E' stata dura amico, ma in qualche modo ce la siamo cavata. Che ne pensi di questo viaggio? Troveremo un modo per ovviare al tempo?
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Non sono un uomo saggio, ma un'uomo forte, e so distinguere il bene dal male.
Arrenditi, farò in modo che tu sia, giudicato equamente.
Resisti, e io porrò fine alla tua tirannia e alla tua vita.
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Eltar
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« Risposta #2 inserito:: Aprile 03, 2006, 03:19:55 » |
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Eltar guardava il tramonto, come tante volte aveva fatto negli anni passati. Nella mano stringeva il ciondolo d'argento che portava sempre al collo... quel ciondolo che evocava tanti ricordi... tanto dolore...
Gli occhi scuri del mezzelfo non si staccarono dalla sfera infuocata del Sole che scendeva lentamente tra le acque, in quella distesa blu sempre in movimento che era il mare... Tante volte avrebbe voluto vederlo... erano anni... Ma adesso chi voleva vederlo con lui non c'era piu'. E quel mare sembrava infinito senza punti di riferimento.
All'improvviso Eltar si allontanò dalla balaustra, tenendosi il fianco... Spesso faceva male, quella ferita, ma mai così forte... La sua mente tornò al passato... al giorno in cui la ricevette, al giorno in cui il suo cuore morì. Quello che era accaduto sull'isola... la Morte che aveva portato via quella ragazza... l'amata di Paduick... Quella morte che già aveva visitato anche lui...
Eltar tossì... uscì sangue dalla sua bocca... Non era la vecchia ferita a fargli male... Ricordò la spada del Pirata che lo aveva fermato... ricordò la lama che affondava tra le costole. Aveva evitato di farsi curare del tutto, una volta tornato sulla nave, ignorando le richieste di Sparviero... del suo fratello... aveva nascosto la ferita. Altri avevano bisogno di cure, lui avrebbe atteso che i Chierici avessero riposato... Portò la mano al fianco e la poggiò poco sopra la cicatrice... perdeva sangue... Sentiva che un polmone era andato da tempo, respirava a fatica già da quando erano ripartiti... Riprese a tossire... Cercò di allontanarsi sotto coperta, per evitare di essere visto e per cercare un Chierico, ma cadde a terra... Era lontano dagli altri, e provò a chiamare aiuto... Non riuscì a proferire parola...
Eltar
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"La Terra non appartiene all'Uomo... è l'Uomo ad appartenere alla Terra"
"Never trust in the motives of Man, they failed to evolve in Mother Nature's plan..."
"Nothing lasts forever, but the certainty of change..."
"Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli"
"Quando l'ultima fiamma sarà spenta, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce catturato, allora capirete che non si può mangiare denaro"
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valkyas
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« Risposta #3 inserito:: Aprile 03, 2006, 03:25:01 » |
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"*OCC* e vu scrivete sempre mentre scrivo io , ma che lo fate a posta? va be.... anche questa volta il mio post viene rimandato...." valkyas vicino all'albero maestro della nave osserva il mare , sembra infuriato , che cosa gli passa per la testa ? ricorda bene le sue azioni , ma non ha potuto far niente per fermarsi , perchè avveva assalito galadriel in quel modo ? perchè lei? cosa lo aveva spinto ad agire in quel modo ? perchè non sparviero o chiunque altro ? vorse lei aveva fatto qualcosa di particolare ...... Improvvisamente trasalì , aveva capito ! con tutta la forza che aveva in corpo colpì l'albero maestro con un pugno ,sul suo volto una risata malsana . " così.....hai capito.... ti avevo sottovalutato...." mormora "bene ....dovrò fare più attenzione...."
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Un amico non ha nessun bisogno di appoggiarsi al tuo sogno ,decide da solo i propri obbiettivi , e lo fa senza subire costrizioni da nessuno ,e si batte per raggiungerli , un amico sbaraglia tutti gli ostacoli che gli si frappongono , con coraggio e determinazioni imperturbabili …anche se quell’ostacolo dovessi essere proprio io , se mi chiedeste chi è per me un amico , vi direi che è una persona che io considero , alla pari di me ..... grifis
DIO ? DIO é UNA CREATURA CREATA DALL'UOMO ,POI L'UOMO SI FA CREATURA CREATA DA ESSO ..... QUINDI L'UOMO è CREATURA DELLA PROPRIA CREATURA , SOGGETTO AD UNA VOLONTA CHE LUI STESSO A CREATO , INPRIGIONATO IN UNA BUCA CHE SI è SCAVATO DA SOLO
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Aristisval
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« Risposta #4 inserito:: Aprile 03, 2006, 03:30:39 » |
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*avvicinandosi a valkyas* "Sai, indubbiamente sei più che libero di colpire questo albeo della nave, ma non credo che ti gioverebbe molto, date le ferite che hai ricevuto..."
"conoscendoti, credo piuttosto che qualcosa ti turbi...forse sull'ennesimo delirio che hai avuto??? Indubbiamente non nego il fascino di un elfa, e tantomeno di Galadriel, ma non credi che gettarsi addosso a lei sia un po eccessivo?"
*accennando un lieve sorriso*
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valkyas
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« Risposta #5 inserito:: Aprile 03, 2006, 03:44:14 » |
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"*OCC* va bene dai freghiamocene di eltar  " valkyas osserva Aristisval , da sotto la sua maschera , poi ritrae il pugno dall'albero , trattiene la rabbia a stento , si vede " Aristisval , ho appena scoperto che l'altro me è più pericoloso di quanto immaginassi , non pensavo fosse così scaltro ....rischio seriamete ....." sospira , poi idea " c'è un modo per salvarmi , ma potrebbe non essere piacevole ...." attende un attimo , ".... dovreti legarmi ed imbavagliarmi ogni notte , ovviamente ogni notte di quiete ... non mi piacerebbe trovarmi inbavagliato e legato come un salame durante un attacco pirata ....non iporta quello che dirò o farò durante la notte , non dovrete slegarmi per niente al mondo ....
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Aristisval
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« Risposta #6 inserito:: Aprile 03, 2006, 03:56:20 » |
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*Facendosi più serio* "Non credo si risolva qualcosa legandoti: i sapienti antichi dicevano che un uomo fuori di sennò sviluppa una forza mostruosa, e non credo che le corde basterebbero; se vuoi un altro motivo per non legarti, ti dirò, sono sicuro che qualcuno, vedendoti imbavagliato, si impietosirebbe in ogni caso, anche se avvertito".
"credo che dovresti rivolgerti alla fede, forse un dio avrebbe pietà della tua anima tormentata...ah già, tu credi in quell'essere là...Maledes, giusto? Beh, non credo allora tu possa trovare alcun conforto in lui"
"in ogni caso *rischiarandosi la gola* troverò un modo per darti una mano"
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Krios
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« Risposta #7 inserito:: Aprile 03, 2006, 04:20:56 » |
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***seduto su di una cassa sotto coperta krios stava ripensando a quello che aveva fatto, ancora una volta aveva agito di impulso e questa volta non aveva solo messo a repentaglio la sua vita ma quella dei suoi compagni e questo lo feriva più di mille spade, da quando erano partiti lui non era mai uscito da sotto coperta, quando udi un rumore sordo come se qualcosa di grosso fosse caduto e alzò lo sguardo vedendo Eltar riverso a terra immediatamente tutti i suoi pensieri sparirono e corse verso di lui e una volta che fu sopra di lui notò la ferita, ancora a perta e subito con voce leggermente adirata gli disse***
sei proprio un idiota orgoglioso
***queste parole sembrava che non fossero dirette a lui ma cose se fossero per se stesso subito dopo frugando nella bisaccia estrasse una picola ampollo e la fece bere a Eltar le sue ferite si rimarginarono guasi del tutto e una volta fatto stendere estrasse delle bende dalla sua borsa e inizio a fasciare le sue numerose ferite***
hai veramete la pellaccia dura, ti invidio tu almeno sai sempre prendere una decisione giusta al contrario di me, ma adesso vedi di rimetterti in forze la compagnia ha bisogno delle tue forze
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Sihos Comandante dei Corvi Neri[/font]
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Eltar
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« Risposta #8 inserito:: Aprile 03, 2006, 05:01:20 » |
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Eltar rimase privo di sensi, nonostante le cure di Krios... La ferita era profonda, troppo profonda perchè una pozione curativa potesse rigenerarla... Avrebbe avuto bisogno di rimanere a riposo un bel po'... forse molto tempo...
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Thiefin Bailey Teach
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« Risposta #9 inserito:: Aprile 03, 2006, 05:43:14 » |
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Nel frattempo, Arthorius, mentre le numerose ferite stavano sanguinando copiosamente se ne stava a prua a contemplare l'orizzonte. Il suo era uno sguardo triste, amaro, ma con sotto una strana scintilla, una scintilla macchiata dalla tristezza che in tutta la giornata i nuovi compagni di viaggio avevano potuto leggere sul suo volto, come se fosse un libro aperto. In questo momento, ad Arthorius, passarono per la testa milioni di pensieri, ricordi, talvolta confusi, talvolta chiari, che lo stavano distraendo da quelle che, al momento, sarebbero dovute essere le sue preoccupazioni maggiori: le ferite. Invece no. Dopo momenti che parvero interminabili, era ancora lì, immobile, come se all'orizzonte ci fosse qualcosa che cercava o che lo turbava, qualcosa che leniva il dolore in modo straodinario. Pareva una statua. Ad un certo punto dal suo sguardo scomparve ogni segno di emozione ed iniziò a guardarsi attorno: i nuovi compagni di avventura, il cielo, la nave, il capitano che avrebbe voluto rilevare per la mancanza di decisione dimostrata nell'abbordaggio della nave da parte dei pirati e nella seguente contrattazione, ma che alla fine della giornata lo aveva fatto pensare e lo aveva reso nuovamente vittima dei ricordi, dei pensieri, delle preoccupazioni. Forse non gli stava molto simpatico come uomo di mare, ma sentiva che almeno non era il solo a portare un fardello troppo pesante per le proprie spalle. In qualche modo erano vicini, ma la cosa non lo consolava più di tanto. Tutto questo gli concesse solo un sorriso amaro, già qualcosa considerando gli ultimi mesi, ma comunque troppo poco. Ad un certo punto, però, ricominciò a sentire il dolore delle ferite. Con aria un pò tesa, forse per il dolore, si avvicinò a passo lento verso l'albero maestro, si appoggiò ad esso ed iniziò a disinfettarsi con il rum contenuto nella sua inseparabile bottiglietta. Una volta disinfettate le ferite le fasciò nel miglior modo possibile. Dopo poco le medicazioni erano finite ed a lui era venuta sete, una tremenda sete, che tentò di lenire con il suo fedele amico di svariate avventure, il suo amico rum. Guardando l'orizzonte iniziò a tracannare rum ed a mormorare a bassa voce qualcosa del tipo "Non c'è niente da capire, non c'è niente da lenire", come se fosse quasi una filastrocca imparata a memoria.
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Seek honour as you act, therefore, and you will know no fear. Roboute Guilliman, Primarch of the Ultramarines--------------------------------------- Arthorius--------------------------------------- Ministro della Genetica Creativa.--------------------------------------- Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo; è il nostro ultimo, piccolo, spazio. All'interno di quel centimetro siamo liberi. ---------------------------------------
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Aristisval
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« Risposta #10 inserito:: Aprile 03, 2006, 05:58:21 » |
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Stava discutendo con Valkyas quando vede arrivare all'albero maestro un altro dei suoi compagni, che non aveva avuto modo di conoscere. Così lasciando da solo valkyas si girò verso quest'uomo, dandogli una pacca su una spalla e lasciandovela sopra "Dicono che il mare sia infinito, è vero?" Attendendo la risposta, dopo poco tempo tolse la mano. "adesso dovresti star un po' meglio" Aveva usato i suoi poteri curativi su quest'uomo, sollevando un po le sue ferite, ma di più meravigliandosi per se stesso, non si ricordava di essere così, tutti questi anni gli avevano inquinato la mente.
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Madfox
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The Evil Squirrel
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« Risposta #11 inserito:: Aprile 03, 2006, 07:06:41 » |
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Quarion stava in un angolo della nave, rannicchiato su se stesso, volto verso il mare. *ooc* dato che parto per l'olanda e fino a lunedì non posso postare, le regole sono queste: chiunque si avvicini e gli parli lui non risponde, a meno che chi gli parla non sia Sparviero, Galadriel, Virian o Valkyas, in tal caso dice comunque che vuole stare un po' da solo. Chi lo guarda meglio può vedere che sta stringendo in mano un ciondolo.*/ooc*
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N. 1 del Circolofantasy 2011 Riconfermato per il 2012
Giovane PadaWeb delle Lune di Raptek
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« Risposta #12 inserito:: Aprile 03, 2006, 07:52:17 » |
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Sparviero riemerge dai suoi pensieri di scatto al tocco del paladino "Ah Raivak..." fà una pausa, come se cercasse di schiarirsi la mente "Se il fato e Tarmant ci sono propizi, potremmo anche farcela... Senza lo xiritio, dovremmo affidarci alla nostra buoan sorte, oppure cercare un modo per riparare le pietre che possediamo. Potremmo anche farcela ad arrivare e tornare in breve tempo...Semprechè vada tutto bene" Riporta lo sguardo poi al mare e quasi fra sè e sè chiede a Raivak" Amico mio, tu credi che la redenzione sia possibile? Voglio dire, anche se i peccati di un uomo sono stati terribili, può esserci per lui speranza di perdono?" la sua voce è mormorante, triste, come di chi porta su di sè un peso troppo grande ed orribile anche solo per parlarne. Dopo un attimo prosegue "Scusami, non è da me essere così... Lascia perdere, quello che ho visto sull'isola mi ha molto rattristato e sono d'umore strano..."
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Xanatos
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« Risposta #13 inserito:: Aprile 03, 2006, 08:07:01 » |
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*Xanatos assorto in una preghiera in un'angolo dove non batte la luce* "Maledes, padre di tutti i mali e delle piaghe striscianti su questo mondo benedici la lama che ogni giorno bagno del sangue delle tue vittime...." Prega "Nel mio cammino ho incontrato un uomo degno di una mia totale ammirazione" Il suo sguardo si perde nell'orizzonte per poi tornare in preghiera "Mio signore proteggi il Druido nero di quell'isola...."
Si alza e Urla oltre il parapetto "TORNERO'!!"
Finita la la litania in uno strano linguaggio macabro e sconosciuto Xanatos si alza per andare verso Arthorius "Sei un grande! Sono soddisfatto di averti con me!" Gli da una pacca su di una spalla e lo sorpassa... per andare verso Sparviero "Beh, mi sembri sempre più una persona affidabile... devo ammettere che il mio legame con te sta crescendo! Sono perfido, ma so riconoscere qualcuno che in mezzo a questa marmaglia evita di disprezzarmi e mi porge la sua mano amichevole..... Con te è nata una nuova amicizia.... non avrei mai creduto che qualcuno mi avrebbe capito e aiutato.... Grazie! Non dimenticherò mai! Grazie, sei l'unico tra quelli buoni che ha dimostrato un minimo di rispetto e di comprensione nei miei confronti!"
gli da una pacchetta amichevole su una spalla e gli accenna Hain....
"Lo sai che da quando l'hai spinto ho capito che forse sei uno dei pochi degni di stima..... A volte quel babbeo è fastidioso davvero!"
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valkyas
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« Risposta #14 inserito:: Aprile 03, 2006, 08:14:04 » |
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valkyas si avvicina ansimando per la fatica , il giorno precedente era stato ferito diverse volte , poi si avvicina a Xanatos , e gli dice" devo parlarti in privato , vieni sotto coperta , in questo momento sei l'unico che puo' aiutarmi .... le ferite non c'entrano è più importante " e comincia a muoversi verso le scale
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